19/07/10 NAZ - Il Comune vuole prendere la linea elettrica di Enel
La Nazione - 19/07/10 - pag. 6
CASTELNUOVO MAGRA DOPO LE SENTENZE DEL TAR
Favini intende scegliere un nuovo gestore meno caro
PROGETTI
Il sindaco vuole ridurre i consumi e installare impianti fotovoltaici
LA «BATTAGLIA» dei lampioni coinvolge tanti Comuni italiani, dalla Lombardia al Piemonte per arrivare alla Basilicata. L’idea lanciata dal sindaco Marzio Favini di espropriare le linee elettriche gestite dalla società Enel Sole restituendole agli enti locali ha accolto unanimi consensi. Il congresso organizzato al centro sociale di Molicciara sul tema della pubblica illuminazione, denominato «Progetto Lumiere» ha unito in un «patto» tutti i sindaci, come il patto stipulato per ridurre del 20% le emissioni di Co2 entro il 2020 e le azioni promosse dalla Provincia della Spezia. Ma a colpire è stato l’annuncio del sindaco di Castelnuovo Magra di tagliare i contratti con Enel Sole e aprire nuove gare. «Si tratta di una operazione — spiega Marzio Favini — possibile, confermata da recenti sentenze del Tar. Possiamo aprire una strada che ci porterà alla gestione delle reti comunali della pubblica illuminazione assegnate con vecchi contratti stipulati senza gare. E questo entro fine anno ci consentirà di chiudere ogni rapporto, per altro oneroso e spesso problematico, con la società. E dopo questo passaggio ciascuna amministrazione comunale potrà scegliere un nuovo gestore capace di migliorare gli impianti, ridurre i consumi ed ampliare le reti con migliori condizioni economiche». Castelnuovo Magra, oltre al riscatto delle reti, vuole l’installazione di nuovi pannelli fotovoltaici per i quali sono già stati presentati progetti e una richiesta di finanziamento alla Regione Liguria. Tra i tanti interventi anche quello dell’assessore del Comune di Calcinato Angela Tononi che ha illustrato i vantaggi del percorso di riscatto delle reti pubbliche già avviato dalla sua amministrazione della provincia bresciana che ha dato il via alle sentenze favorevoli del Tar della Regione Lombardia.
Massimo Merluzzi