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09/11/12 NAZ - Consorzio Canale Lunense, appello al voto. «Allargarsi per non far crescere le tasse»
La Nazione - (on-line) - 09/11/2012 - pag 24



ENTI LOCALI IL PRIMO DICEMBRE I CONTRIBUENTI DOVRANNO RECARSI IN VIA PACI

di ANDREA LUPARIA
HA RESISTITO a tutto: dai tagli della Regione Liguria, che da 3 anni non versa un solo euro, ai tentativi del governo di eliminare gli enti di questo tipo.

Forte di una capacità di resistere fuori dal comune, il Consorzio di Bonifica e Irrigazione «Canale Lunense» si appresta ora a rinnovare i vertici. Il primo

dicembre e la domenica dopo è convocata l’assemblea dei consorziati presso la sede in via Paci 2 a Sarzana. L’assemblea deve eleggere il nuovo consiglio dei

delegati, con la nomina di 12 consiglieri. Le urne resteranno aperte dalle 8 alle 20 e ogni elettore avrà diritto ad un voto. Saranno i nuovi eletti a

decidere, a febbraio o marzo, se aumentare o meno i «balzelli» che buona parte delle aziende e dei residenti in Val di Magra devono pagare ogni anno al

Canale Lunense. Intanto però il «timone» del Consorzio resta saldamente in mano a Ivo Capetta. Ed è proprio il presidente a rivelare che «ora la bolletta più

bassa è di 13/15 euro. Il 70% dei consorziati paga dai 13 ai 40 euro. L’importo più elevato lo paga la società Marinella spa». Capetta ricorda che il

problema è se il Canale riuscirà ad allargare l’area di competenza, passando dagli attuali 3.500 ettari ai 21mila (tra Val di Magra e Val di Vara).

«Allargando la platea dei contribuenti, potremo intervenire anche nelle aree a monte del Canale. All’inizio sarà dura, perchè sono zone dove non si

interviene da decenni, ma alla fine si risparmierà perchè i danni a valle diminuiranno se controlliamo l’acqua a monte». E per ribadire che i soldi dei

contribuenti non sono gettati al vento, Capetta ricorda i tagli già fatti all’organico: «Ora il Consorzio ha 21 dipendenti: 14 operai, 6 impiegati e il

direttore. Prima eravamo 27 e avevamo anche i guardiani. Abbiamo tagliato». Poi il presidente ricorda a tutti, sindaci compresi, che in questi anni il

Consorzio è intervenuto anche su richiesta: «Talvolta ci hanno chiesto di fare interventi in zone fuori dalla nostra stretta competenza perchè il Comune non

ci riusciva. Abbiamo sistemato varie cose». Oggi tra il canale principale e il resto, il Consorzio ha una rete di distribuzione dell’acqua che supera i 100

chilometri. Tra i suoi clienti ci sono anche le industrie ma recentemente il Consorzio ha allargato il «raggio di azione». Basta pensare che è uno dei

cardini del progetto per le piste ciclabili. E il progetto redatto dagli architetti Elisabetta Clariond ed Elisabetta Scappazzoni riguarda proprio il

recupero a fini ciclo-pedonali delle sponde del Canale dal centro storico di Santo Stefano Magra al torrente Parmignola ad Ortonovo: in tutto 21 chilometri.

In più il Consorzio studia come produrre energia dalle biomasse e punta sull’energia geotermica. E vuole assumere. Se il comprensorio sarà allargato, come

Capetta spera, dovranno essere assunte almeno 4 persone: un guardiano, un muratore e 2 operatori di mezzi meccanici.
 
Realizzazione Francesco Tacconi