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29/10/09 NAZ - Castelnuovo Magra - «Niente soldi per la sicurezza»

La Nazione - 29/10/09 - pag. 11

Lavori sospesi alle mura crollate e nessun finanziamento per le frane

IL SINDACO 
«Il ministero chiede la mappa dei rischi ma non ci sono fondi per eseguire i lavori» 


I lavori sono fermi da oltre un anno e la loro conclusione è per ora archiviata alla voce «mancanza di fondi». La cinta muraria di piazza Querciola a Castelnuovo Magra, crollata a giugno del 2008 per le infiltrazioni di acqua che hanno sbriciolato il terreno già friabile, dopo la messa in sicurezza è in attesa dei finanziamenti per la definitiva sistemazione. Una barriera di tavole e ponteggi, appena coperta da un telone azzurro ormai logoro, dovrebbe fare da scudo ad eventuali nuove cadute, salvaguardando l’abitazione sottostante in cui vivono la signora Stefania e l’anziana madre. Una famiglia che per giorni, all’indomani del crollo, ha dovuto chiedere ospitalità a parenti prima di tornare a vivere all’ombra della parte sconnessa ma giudicata non più a rischio. Sperando che quel che resta della secolare muraglia non ceda all’improvviso. Il Comune di Castelnuovo Magra ha bussato a più porte ma per ora solo la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Genova ha parzialmente aperto uno spiraglio di collaborazione. Anche perchè, quel muro, era appena stato ristrutturato proprio dalla Sovrintendenza. Ma con i cento mila euro stanziati non verrebbe coperta neppure la metà della cifra necessaria a rimettere in piedi la parete che circonda la torre simbolo del borgo storico. E l’amministrazione comunale un investimento di 300 mila euro non può proprio permetterselo. Così l’altro ieri il sindaco Marzio Favini ha chiesto aiuto al Ministero dell’Ambiente ma il viaggio romano ricco di speranze non ha portato buone nuove. Anzi. I finanziamenti non ci sono e comunque le priorità sono altre quindi Castelnuovo... può attendere. Malgrado sia inserito nei Comuni a rischio idrogeologico e la mappa degli interventi che l’amministrazione dovrebbe e vorrebbe mettere in cantiere rientrino nelle operazioni di mitigazione del rischio che lo stesso Ministero è tornato a richiedere dopo gli ultimi drammatici fatti di Messina.
«NONOSTANTE tutti gli appelli — spiega il sindaco Marzio Favini — gli ultimi finanziamenti ricevuti sono quelli del 2005. Ma quel milione di euro del Ministero dell’Ambiente è già stato completamente investito per realizzare due sole sistemazioni: l’ingresso del Borghetto alle porte del paese e la strada che porta alle Colline del Sole. Due terreni franosi come, purtroppo, gran parte del nostro comprensorio, dalle Colline del Sole al centro storico come dimostra la caduta della cinta muraria, le zone di Montecchio e Montefrancio. La mappa è stata già sottoposta all’esame degli enti competenti ma soldi non ne arrivano. Le cifre per gli interventi sono elevatissime ma i finanziamenti scarseggiano nonostante siano stati istituiti fondi specifici dopo l’emergenza di Sarno di qualche anno fa. Tra le tante porte alle quali ho bussato c’è anche quella del ministro Sandro Bondi al quale ho nuovamente fatto pervenire proprio di recente l’invito a visitare il nostro Comune per rendersi conto personalmente della situazione». Porte chiuse e contraddizioni tipiche italiane. «Se anche ricevessimo piccoli aiuti come si prospettava sicuramente non sarebbero sufficienti per coprire la totalità delle spese — continua il sindaco — quindi saremmo costretti a cofinanziarli correndo il rischio di uscire dal patto di stabilità perchè gli interventi sul territorio non ottengono deroghe. Quindi il Comune andrebbe incontro al pericolo di vederci bloccare altre attività con sanzioni previste per le amministrazioni che non rispettano il patto».
Massimo Merluzzi 
 

 
 

 
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