La Nazione - 07/02/10 - pag. 11
Sos degli operatori: "Con il megacentro si rischia il tracollo"
PROGETTO
La Confesercenti propone un Comitato per creare un sistema in grado di reggere
UNITI contro la crisi. Perché al momento decisamente delicato per il commercio sarzanese si aggiunge un futuro più che mai insidioso. C’è un «fantasma» alle porte che toglie il sonno agli operatori del settore considerato «traino» dell’economia sarzanese. Ed è un gigante che rischia di aggravare ulteriormente il momento «no», comunque generalizzato ma che secondo gli stessi negozianti risulta amplificato in una città tradizionalmente votata all’arte e fascino delle botteghe Il pericolo, dicono, arriva dalla vicina Spezia e dal colosso che entro un anno al massimo sorgerà nell’ex area Ip. Un mega centro commerciale che avrà la forza di un’onda se per fermarla o quanto meno attenuarne la potenza non verrà creata una barriera efficace. Così Confesercenti lancia un grido di allarme e soprattutto invoca una collaborazione efficace tra associazioni di categoria ed amministrazione comunale. E’ arrivato il momento di una concertazione di intenti, di un adeguato piano di lavoro che faccia sistema superando contrapposizioni e rivalità. Insomma uniti nel nome di... Sarzana. A farsi promotore di un comitato che rilanci le quotazioni del commercio, sia nel centro che nell’immediata periferia, è la Confesercenti che ha raccolto i consensi dei propri associati ed ora invoca un immediato coinvolgimento di tutte le associazioni.
«E’ IL MOMENTO di fare sistema — spiega il presidente Fausto Mannozzi — anche se troppe volte abbiamo sentito progetti e idee poi tramontate per campanilismi e individualismi. Se pensiamo di contrastare l’arrivo di mega centri con l’apertura di qualche negozio nell’ex Stefan oppure allargando l’Ipercoop la partita è già persa prima di giocarla. Sarzana ha tradizioni millenarie e non possiamo ridurla ad un concetto di bar. Adesso più che mai occorre unire forze e programmi per fare in modo che Sarzana torni a vivere e non semplicemente resistere. Attenzione parliamo di Sarzana e non Marinella perchè troppo spesso si è parlato del decollo del progetto riguardante la frazione come rilancio dell’economia ma secondo noi non porterà nulla alla città. Inutile negare che la principale preoccupazione è dettata dall’apertura del centro «Le Terrazze» nell’ex area Ip alla Spezia. I numeri sono enormi visto che parliamo di almeno 120 negozi che apriranno nel 2011. Non possiamo fare concorrenza ad un colosso simile ma se non altro creare una alternativa di qualità. e per questo occorrono idee che soltanto unendo intorno ad un solo tavolo Confesercenti, Confcommercio, Cna, Confartigianato ed amministrazione comunale, si possono trovare. Torniamo a riqualificare il centro sfruttando la tradizione di certi negozi che continuano ad avere un fascino per fortuna inalterato e colleghiamolo alle periferie ad esempio con un discorso che punti sull’alta qualità del biologico. Purtroppo per anni il commercio della città e quello delle varianti si sono sviluppati su due binari diversi». All’incontro erano presenti oltre a Fausto Mannozzi, Valter Varese, Gian Piero Lorenzelli, Nicola Gianfranchi, Giampaolo Bertorello, Davide Carpeggiani e Boris Massini. «Non possiamo combattere contro un gigante — spiega Carpeggiani — ma possiamo organizzarci per essere alternativi». E tra le idee lanciate quella di Giampaolo Bertorello punta sulla nautica. «Potremmo creare una mostra permanente di barche, un settore che coinvolgerebbe appassionati da tutta Italia richiamandoli a Sarzana».
Massimo Merluzzi