Secolo XIX (on – line) – 08/02/10 - Pag. 16
CONTESTATI I POLITICI PDL SCELTI PER LA CORSA IN REGIONE
Il sen. Grillo: «Tutti consiglieri di Spezia. La provincia tagliata fuori»
AMERIGO LUALDI
SCOPPIA la bufera all’interno del Popolo della libertà sulle candidature per la Regione. Recrimina il senatore, Luigi Grillo: «Non sono stato invitato alla riunione che ha modificato la lista dei candidati. Ritengo perciò di poter dire che è stato un errore escludere Claudio Galante, non solo perchè lo Meritava ma perchè rappresenta un territorio. La quaterna scelta è composta da persone in gamba ma tutte di Spezia città. Ritengo sia stato un errore. Può costituire un regalo all’opposizione. Mi batterò, pertanto, perchè il coordinamento nazionale includa Galante». Minaccia il capolista, Luigi Morgillo. «Mi reputo in standby e non so se confermerò la mia disponibilità a candidarmi. Io nel partitoci credo e non me ne vado ma potrei invece smettere di fare politica attiva». Una rivelazione forte, dettata da quella che Morgillo stesso definisce «amarezza». «Inaccettabile il modo con cui sono state disattese le indicazioni degli organismi, provinciale e regionale continua Non contesto le persone scelte e quelle escluse, sono tutte amiche, ma chiedo chiarimenti sul metodo usato. Si sono tolti due uomini della Val di Vara, Costa e Galante, permettere al loro posto due consiglieri comunali spezzini, Asti e Gatti. Dov’è finita la logica della territorialità sbandierata dal coordinatore regionale Scandroglio? Mi sarei aspettato piuttosto, un candidato della Val di Magra e una donna, visto che di candidate di sesso femminile nella nostra provinciale non ne abbiamo». A parte lui, gli altri tre candidati del Pdl Fabio Cenerini, Giacomo Gatti e Paolo Asti sono consiglieri del Comune capoluogo. «Per me personalmente non cambia nulla, con Asti e Gatti al posto di Costa e Galante, perché i miei voti li raccolgo in ambienti diversi dai loro. Ma questo comportamento del partito è visto e valutato molto male dagli iscritti. Questo, i nostri dirigenti è bene che lo sappiano». Per Morgillo, inoltre, il rischio è Quello di avere creato un pericoloso precedente. «Una cosa simile non l’ho mai vista, lo statuto del partito non conta più nulla e c’è il pericolo che, in futuro, le liste per il consiglio comunale ce le facciano a Genova e a Roma ». Non è un mistero che le candidature di Asti e Gatti siano state perorate, rispettivamente, da Fabrizio Cicchitto, presidente del gruppo del Pdl della Camera dei deputati, e dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Proprio Gattti, del resto,è andato annunciando per giorni giorni la sua entrata in lista tanto che ha perfino provveduto ad affiggere sui muri della città i propri manifesti elettorali. Insomma per dirla alla Morgillo «un pasticcio», per giunta annunciato o quasi. Il vicepresidente uscente del consiglio regionale ha chiesto la convocazione del coordinamento ligure del partito per avere chiarimenti. Oggi, a Genovaci sarà Il ministro Scajola ed è probabile che Morgillo abbia un colloquio a quattr’occhi con lui. Intanto, all’interno del Pdl spezzino, i mal di pancia si moltiplicano. In consiglio comunale, gli ex di Forza Italia, con in testa Paolo Messuri e Alessandro Gai, minacciano la costituzione di Un gruppo autonomo. Scalzati dagli ex di Alleanza nazionale che, con quattro consiglieri contro nove, hanno ottenuto la carica di capogruppo con Sauro Manucci, gli azzurri si sentono sbiaditi e messi sotto dai coinquilini nel Pdl, alla faccia del famoso rapporto Fi (70%) e An (30%) di rappresentanti negli organi elettivi.
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