Segnala questa pagina ad un amico.

 
07/02/10 SEC – La Spezia - Area ex Ip, la sfida del commercio
PDF Stampa E-mail

Secolo XIX (on – line) – 07/02/10 - Pag. 19

CONFESERCENTI LANCIA L’ALLARME

 

Il presidente Mannozzi: «Sarzana si deve attrezzare subito per non soccombere»

 

 

ALESSANDRO GRASSO PERONI

 

NEGLI uffici di Fausto Mannozzi,  presso l’ “Area Gerardo”, campeggiano  tre manifesti tre che annunciano  il pericolo imminente che grava  sulla testa del commercio sarzanese:  il grande insediamento commerciale  che tra settembre e  novembre 2011 sorgerà alla Spezia  nell’area exIp.  Perché? «Quei centoventi  negozi che abbracceranno  tutti i settori, più gli altri40milametri  quadri di indotto, creeranno gravissimi  problemi. L’amministrazione  comunale deve muoversi, basta  con le “toppe”. Occorre una seria  programmazione, il nuovo consiglio  comunale deve farsi carico di questa  questione nel più breve tempo possibile,  deve essere uno dei punti fondamentali  della giunta che si insedierà  dopo le elezioni del prossimo  29marzo.Siamogià in ritardo».Firmato  Fausto Mannozzi, presidente  sarzanese di Confesercenti. Affermazione  condivisa dal “direttorio”  dell’associazione, di cui fanno parte  Walter Varese, Davide Carpeggiani,  Giampaolo Bertorello, Gian Piero  Lorenzelli e Nicola Gianfranchi, con  la partecipazione di Boris Amedeo  Massini, del Comitato dei Bozi di  Saudino. Bertorello lancia l’idea di  «un grande mercato dell’usato per la  nautica di diporto», Mannozzi, da  trentacinque anni a Sarzana con il  suoi insediamenti sulla variante Aurelia,  dice che «il Progetto Marinella  non porterà benefici alla città», e indica  la sua strada, che è quella di  Confesercenti:«Urge in tempi tecnici  stretti un “tavolo di discussione”  alla presenza di tutte le associazioni,  le quali,devono, ripeto devono costituire  un consorzio d’impresa – spiega  Mannozzi – . Soltanto l’unione  nostra con Confcommercio, Confartigianato e Cna Artigianato,  e la reale  disponibilità a discutere seriamente  da parte del governo cittadino può  salvare il commercio di casa nostra».  Il programma è presto fatto. «Valorizzare  le eccellenza degli imprenditori  più conosciuti e lungimiranti –  prosegue Mannozzi –, emi riferisco  a realtà come Gemmi, Grassi, Lorenzelli,  Carpeggiani, e disegnare una  nuova geografia del commercio integrandolo  con la tradizione culturale  elevatissima di Sarzana». Basta anche  conla guerra tra poveri (associazioni  e “avversari” devono remare  tutti nella stessa parte), «ma sarebbe  anche il caso _ dicono i dirigenti dell’associazione  – di non rendere selvagge  le aperture. Troppi punti di ristoro  “etnici” in centro o di negozi  che non badano troppo alla qualità».  «L’amministrazione che verrà –  in calza Mannozzi – è chiamata a capire che la periferia può diventare un  polo di distribuzione alimentare di  eccellenza, le varianti devono costituire  un volano di richiamo per la  moda. Devono essere recuperati valori  storici, emi riferisco ad esempio  al Biscottificio Falcinelli: Stefano  Bernabò deve lavorare a Sarzana, è  un valore per la città. Siamo un polo  di livello nazionale e dobbiamo attrezzarci  ». E si torna al punto di partenza.  «Non possiamo perdere altro  tempo–diceCarpeggiani–_lasordina  con cui si porta avanti il discorso  “exIp”  ci fa paura, se non si corre ai  ripari dopo Natale di quest’anno  quellodel2011 rischia di essere fatale  a molti». «Sarà guerra dei prezzi  tra Leclerc Conad,  Ipercoop e ex Ip  – conclude Varese – e il nostro commercio,  rischia di morire davvero».  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo  

 
[Indietro]